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TUFARULO GIUSEPPE MARIO

   Giuseppe Mario Tufarulo. figlio di Lino Tufarulo, poeta e scrittore degli anni dal '30 al '50, è poeta, saggista e critico letterario.
   Allievo di Sergio Solmi e di Salvatore Quasimodo, è autore di circa duecentocinquanta saggi letterari e sociologici, di prefazioni e recensioni a numerosi artisti italiani e stranieri.
   Collabora con Il Corriere del giorno, II Corriere di Roma, le riviste Silarus, Pensiero e Arte, II Convivio, ecc.
   Sue poesie figurano in antologie in Italia, Usa e Giappone.
   Di un'attività letteraria ricca di riconoscimenti, ricordiamo: Viareggio, Tolstoj, Città di Praga, Manzoni, Carlo Levi, Casentina, Trofeo delle Nazioni, Autori per l'Europa, Cannes, Tivoli, Te¬vere, Oplonti, città di Cassino, Alessandria, Scorrano, Piacenza, Spoleto, Cartona. Alla sua produzione letteraria si sono interessati, oltre a Quasimodo e Solmi, anche Bo, Pampa-Ioni, Petkanov, Kwok, Bagrjana, Gruzinov, Pic¬cioni, Fornaro, Ramat, Bellezza, Donchev, Vettori, Donati, Spinelli de' Santelena, Di Poppa, Rocco, Pantaleo, Nanni, Poli, Benagiano, Sciacovelli, Marcene, Dasilva Rio, A. Luzi e buona parte della stampa nazionale ed estera.
   Il volume di liriche Le Barche di seta (Roma 1989), con prefazione del grande italianista e filologo di lingua romanza del tardo Novecento Ivan Petkanov, segnò, come affermò la critica, l'inizio della rivolta degli intellettuali contro lo storicismo, lo scientismo della civiltà delle intelligenze artificiali.
   Il suo ultimo volume di saggistica Das Graue Elend - La fredda impenetrabile notte di Pejo Javorov (Roma 2001), prefazione di Ivan Petkanov e giudizi critici di Donchev e Kvvok, il cui saggio iniziale vinse il Cosentino nel 1987, sul confronto tra il Simbolismo occidentale ed orientale, è unico in Europa, come hanno affermato Bo, Pampaloni, Luzi ed altri intellettuali italiani e stranieri (Premio Viareggio 2008). Nel 2006, con il volume di liriche Orfeo al Ci-bermondo (Edizioni Giuseppe Laterza, Bari), prefazione del filosofo e storico cinese Ph. W. L. Kwok (soprannominato "il Padre della Storia"), e postfazione del poeta e scrittore portoghese Manuel Dasilva Rio, il Poeta affronta il tema scottante della "letteratura e società nevrosiche" e del secolo del "disprezzo dell'uomo" (Premio Viareggio, 2008).
   Il grande intellettuale italiano Giorgio Barberi Squarotti, in una lettera del 12 ottobre 2006, scrive: "Caro Tufarulo, nella raccolta di versi il discorso poetico è intensamente inventivo, fra visionarietà e riflessione, fantasia e concetto...". Un altro successo di critica e di pubblico che riconferma Giuseppe Mario Tufarulo tra i migliori poeti del tardo Novecento e degli inizi del nuovo secolo.

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